Itinerari di Morciano di Leuca

Il territorio di Morciano di Leuca offre cinque itinerari principali che permettono di esplorare il patrimonio storico, religioso e naturalistico della zona, spaziando dal centro urbano alla costa e alle aree archeologiche.

Percorso urbano

Lunghezza
2,55 km
Fondo
strade asfaltate e basolate
Partenza
Infopoint di Palazzo Strafella
La chiesa parrocchiale di San Giovanni Elemosiniere a Morciano di Leuca
Foto di Noemi De Vitis
Dettaglio del frontone scolpito della chiesa di San Giovanni Elemosiniere
Foto di Noemi De Vitis
Il portale della chiesa di San Giovanni Elemosiniere
Foto di Noemi De Vitis

Il percorso urbano si concentra sul nucleo storico e architettonico del paese.

Il percorso si snoda dall’infopoint di Palazzo Strafella, nei pressi del quale si erge la Parrocchiale, dedicata a San Giovanni Elemosiniere (chiesa fortificata del XVI secolo), patrono del paese.

Da piazza Giovanni Paolo II si diramano le viuzze medievali di Vico Torri, il cuore più antico della parte medievale del paese, che toccano:

  • Casa Monteduro;
  • la Cappella della Madonna di Costantinopoli (seconda metà XVI secolo), che conserva al suo interno, addossato alla parete, un interessante monolite affrescato con l’immagine della Vergine e il Bambino;
  • l’imponente Castello Medievale;
  • la Chiesa della Madonna del Carmine;
  • un frantoio ipogeo del XVII secolo, che conserva in buone condizioni gli ambienti di lavoro e alcuni degli arredi originari.

Da vico San Giovanni si prosegue verso la cappella della Natività, edificio di culto extra moenia che presenta un’interessante facciata barocca. All’interno, sopra l’altare raffigurante una Vergine con il Bambino, un’epigrafe rimanda all’anno di costruzione: 1670. Dal cimitero si ritorna al luogo di partenza dopo aver percorso via Pace.

Percorso Torre Vado

Lunghezza
7 km
Fondo
prevalentemente asfalto, circa 900 m di tratturo
Partenza
Infopoint, area servizi
La costa rocciosa di Torre Vado, dove sgorgano le sorgenti
Foto di Noemi De Vitis
Le Sorgenti di Torre Vado e la scalinata sul mare
Foto di Noemi De Vitis
La torre costiera di Torre Vado
Foto di Noemi De Vitis

Un itinerario che unisce la costa ionica con l’entroterra rurale caratterizzato dal “paesaggio di pietra”.

Si parte dall’infopoint nell’area servizi e si procede sul lungomare, in direzione nord-ovest, per circa 500 metri fino alle “Sorgenti”, polle di acqua sorgiva che rappresentano la principale attrattiva della Marina. Si tratta di sgorghi naturali usati, nel passato, per dissetarsi e per detergere i tessuti in lino dalle impurità dovute alla lavorazione, e nel presente per un inebriante bagno nelle fresche pozze.

Si imbocca via Scalelle, verso Posto Cantoro, dove si attraversa una vasta distesa di natura incontaminata, che ricopre la collina dolcemente digradante verso il mare, tra pajare e dedali di muretti in pietra a secco, un vero e proprio “paesaggio di pietra”. Giunti in località Ursuli, su un pianoro calcareo che domina un vasto territorio proiettato sul mare, si percorre l’omonima strada fino a via Biscozzo, che si collega a via Murge.

Qui si snoda un tratturo lungo circa 900 metri, tra residui di antichi boschi di querce e ormai tratti superstiti di macchia mediterranea, fino a ritornare su via Murge e via Biscozzo, passando da due caratteristiche edicole votive moderne. Oltrepassata la SP 190 ci si dirige su via Nepole verso un’area panoramica con una suggestiva vista sul mare fino ai piedi di una torre costiera eretta, nella seconda metà del XVI secolo, per volontà degli spagnoli, a difesa del litorale e dell’entroterra dalle scorrerie dei turchi.

Nelle vicinanze vi è un’accogliente spiaggia libera, perla di candida sabbia, che concede la possibilità di un bagno rigenerante a ridosso del nucleo più antico della Marina. Si ritorna al punto di partenza percorrendo un breve tratto di lungomare adiacente l’area servizi.

Percorso Barbarano del Capo

Lunghezza
circa 4 km
Partenza
Santa Maria del Belvedere (“Leuca Piccola”)
Il complesso di Santa Maria del Belvedere, detto Leuca Piccola
Foto di Noemi De Vitis
Le arcate del complesso di Leuca Piccola a Barbarano del Capo
Foto di Noemi De Vitis

Questo percorso di circa 4 km esplora la frazione di Morciano, tra fenomeni carsici e architettura nobiliare.

L’itinerario parte dal complesso di Santa Maria del Belvedere (“Leuca Piccola”) e prosegue lungo la via vicinale Chiavarello, dove si incontrano due “vore”, tra i più significativi inghiottitoi carsici del Salento. Dalla “vora grande” si continua su un sentiero sterrato che attraversa la ferrovia tramite un basso ponte in pietra, in un paesaggio segnato dalle antiche cave di tufo, oggi in parte abbandonate.

Raggiunta la SP 190, si percorrono circa 200 metri fino a piazza San Lorenzo, per poi entrare in via Viti, dove si trova un’ex cappella dedicata alla Concezione della Beata Vergine (o della Madonna delle Grazie), oggi adibita a deposito. Qui è stata rinvenuta un’iscrizione del 1614, probabilmente legata alla presenza di un antico frantoio. All’incrocio con via Baracca sorge la Chiesa dell’Assunta (inizi XVII secolo), che conserva due tele attribuite ad Antonio Donato D’Orlando.

In piazza Caduti si erge la torre dei Capece (1505), alta 18 metri, e poco distante la chiesa parrocchiale di San Lorenzo, risalente alla metà del Cinquecento. Il percorso prosegue lungo via di Mezzo e via Messeri, quindi su via Unità d’Italia, fino a un tratturo che attraversa la ferrovia e conduce a via Sant’Oronzo, da cui si ritorna a Leuca Piccola, punto di partenza dell’itinerario.

Percorso dal borgo al mare

Lunghezza
circa 13 km
Partenza
Infopoint di Palazzo Strafella

Un itinerario più lungo, circa 13 km, che collega il centro di Morciano direttamente alla Marina di Torre Vado.

Il punto di partenza dell’itinerario è l’Infopoint di Palazzo Strafella. Da via Roma si imbocca via Pace e si percorre via Castromediano in direzione Salve per immettersi sulla strada per Posto Vecchio in direzione della cappella di San Lasi. Superata l’omonima masseria si attraversa una vasta distesa di natura incontaminata, che ricopre la collina dolcemente digradante verso il mare, calpestando antichi tratturi tra boschi di querce, folti cespugli di cisto, lentisco, mirto, alaterno, delimitati da ben costruiti muretti a secco.

Dopo aver lambito antiche costruzioni in pietra a secco (pajare), dall’edicola votiva di via Scalelle si percorre un lungo tratto in discesa fino a giungere sul lungomare di Torre Vado, per una breve sosta alle “Sorgenti”, sito d’interesse naturalistico che rappresenta la principale attrattiva della Marina. Si tratta di sgorghi naturali di acqua dolce usati, nel passato, per dissetarsi e per detergere i tessuti in lino dalle impurità dovute alla lavorazione, e nel presente per un inebriante bagno nelle fresche pozze.

Dopo aver percorso tutto il lungomare in direzione sud-est, si passa da un’accogliente spiaggia libera, perla di candida sabbia, che concede la possibilità di un bagno rigenerante a ridosso del nucleo più antico della Marina. Pochi metri separano quest’ultima dalla Torre costiera, eretta nella seconda metà del XVI secolo, per volontà degli spagnoli, a difesa del litorale e dell’entroterra dalle scorrerie dei turchi. Si ritorna a Morciano percorrendo via Nepole attraversando località Monti Russi, un’area panoramica con una suggestiva vista sul mare.

Sentiero Vereto

Lunghezza
3,32 km
Fondo
circa 1 km su sterrato (roccia e terra battuta)
Partenza
Infopoint di Palazzo Strafella

Un cammino di interesse storico-archeologico che ricalca antichi tracciati stradali.

L’itinerario parte da Morciano di Leuca, dall’infopoint di Palazzo Strafella. Si tratta di un elegante edificio la cui facciata è stata completata nel corso del Novecento. A piano terra si conserva il refettorio, così identificato per la presenza su una parete di un affresco riguardante l’Ultima Cena, e, al piano superiore, alcuni ambienti la cui conformazione fa pensare immediatamente alle celle dei frati. Un altro ambiente a piano terra ospita la biblioteca comunale.

Lasciata la facciata rosa si noteranno per terra dei cerchi incisi sulle lastre lapidee del basolato: non sono altro che il segno della presenza delle fosse granarie, che vennero rifunzionalizzate per ospitare gli ambienti dei frantoi ipogei, di cui se ne contano all’incirca una ventina nel solo centro storico. Pochi metri dopo, un bel portale d’ingresso cinquecentesco segnala la presenza della chiesa parrocchiale, dedicata a San Giovanni l’Elemosiniere. Percorrendo la strada in direzione est si notano dalle porticine lasciate socchiuse, le tipiche case a corte e le case-torri, e si scorgono ogni tanto delle iscrizioni.

Si prosegue fino all’intersezione con via Matteotti, da cui si percorre l’antico tratturo San Gaetano, di recente ripristino, che conduce ai confini dell’abitato passando accanto a un giardino settecentesco. Al termine della strada asfaltata troviamo un antico tracciato stradale sterrato, da alcuni studiosi identificato con la via Sallentina, che conduceva verso una città oggi scomparsa: Vereto, città messapica divenuta in seguito municipio romano. Ancora una volta la pietra si staglia, nitida, tra la terra rossa, delimitando sotto forma di muretti a secco i vari appezzamenti di terreno.

Saliti sull’ultima propaggine della serra Falitte e arrivati sulla parte più alta della collina, si ritorna a Morciano percorrendo per circa un chilometro via Vereto, passando dalla Cappella della Madonna di Costantinopoli al cui interno, addossato alla parete, vi è un monolite affrescato con l’immagine della Vergine e il Bambino.

Scopri Morciano di Leuca

Vuoi conoscere meglio Morciano di Leuca? Scopri la storia, i luoghi d’interesse e le località di Barbarano del Capo e Torre Vado.

Fotografie di Noemi De Vitis.

Veretum. Un viaggio nella storia antica del Capo di Leuca